Tabù. Egon Schiele arriva al cinema: il genio inquieto che continua a provocare

Dopo il successo di Klimt & Schiele. Eros e Psiche, che aveva portato oltre 65.000 spettatori nelle sale italiane, Nexo Studios torna con un nuovo appuntamento della rassegna La Grande Arte al Cinema: Tabù. Egon Schiele, nelle sale solo il 20, 21 e 22 aprile.

Ho avuto il piacere di assistere all’anteprima e posso dirlo senza formule di rito: non è il classico docufilm “da museo”. È un viaggio emotivo, viscerale, quasi carnale, dentro uno degli artisti più scomodi e magnetici del Novecento.

Schiele non si guarda: si attraversa

Diretto da Michele Mally e scritto con Arianna Marelli, il film esplora la parabola breve e incendiaria di Egon Schiele, artista morto a soli 28 anni ma ancora capace di disturbare, interrogare, sedurre.

La narrazione parte da Český Krumlov, la Krumau amata dall’artista, luogo intimo e simbolico dove Schiele visse con la compagna e musa Wally Neuzil. Da lì il racconto si espande tra Vienna e Praga, città febbrili che sembrano respirare ancora le tensioni di inizio Novecento.

La sensazione, guardandolo, è che Schiele non appartenga al passato. I suoi corpi spezzati, nervosi, esposti, parlano benissimo al presente. Parlano di identità, desiderio, vergogna, bisogno di essere visti.

Un film che osa davvero

La cosa che mi ha colpita di più è il coraggio del taglio scelto. Non si limita alla biografia lineare o alla spiegazione scolastica delle opere. Cerca invece l’anatomia interiore dell’artista.

Schiele qui emerge come un giovane uomo divorato da contraddizioni: fame d’amore, conflitto con la madre, legami tormentati, ossessione per il corpo, attrazione per ciò che la società definisce sconveniente.

E proprio in questo sta la forza del film: ci costringe a guardare i nostri tabù, non solo i suoi.

Atmosfera intensa e colonna sonora notevole

Molto riuscita anche la presenza scenica di Erika Carletto, che accompagna il racconto con una delicatezza quasi medianica.

Splendida la colonna sonora originale di Laura Masotto: archi, elettronica, vibrazioni sottili. Non accompagna soltanto le immagini, le attraversa come una vena scoperta.

All’anteprima si percepiva chiaramente quel raro silenzio di sala che nasce quando il pubblico è davvero dentro ciò che sta vedendo.

Perché vale la pena vederlo

Se amate l’arte, è un appuntamento naturale. Se pensate di non amarla, potrebbe sorprendervi proprio per questo.

Perché Tabù. Egon Schiele non parla solo di quadri. Parla di giovinezza, pulsione, paura, fragilità, morte e desiderio di esistere. Temi che non invecchiano mai.

Schiele dipingeva corpi nudi. In realtà stava spogliando l’anima.

Quando e dove

Tabù. Egon Schiele sarà al cinema solo il 20, 21 e 22 aprile. Elenco sale e prevendite sono disponibili su Nexo Studios.

La mia impressione personale

Un film elegante ma inquieto, colto ma accessibile, intenso senza diventare pesante.

Quando finiscono i titoli di coda resta addosso una strana presenza, come se Schiele avesse continuato a interrogarti in silenzio per tutto il tempo.

E forse il suo potere è proprio questo: metterci davanti a ciò che preferiamo non vedere.

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