Il sex work digitale è una realtà complessa, concreta e in continua evoluzione. Dai contenuti personalizzati alle videochiamate, sempre più persone scelgono di lavorare — o acquistare servizi — online.
Ma come orientarsi? Quali sono le tutele, i limiti, le buone pratiche da mettere in campo per creare esperienze sicure, rispettose e consapevoli?
Ne parlo nel mio ultimo contributo per SimpleMedia (SimpleEscort), uno spazio editoriale che si occupa di sex work e sessualità senza moralismi, offrendo contenuti informativi, strumenti concreti e sguardi professionali.
👉 Leggi l’articolo completo qui
Un lavoro vero, relazionale, da fare con cura

Nel mio lavoro di sex coach, accompagno molte persone che si muovono nel digitale e sentono il bisogno di strutturare la propria attività in modo più sicuro e sostenibile. Perché sì: anche una videochiamata, anche un contenuto on demand, possono diventare spazi di relazione, ascolto e piacere. Ma solo se regolati da confini chiari, strumenti adeguati e rispetto reciproco.
Questo vale sia per chi offre che per chi acquista. Una relazione erotica può nascere anche online — ma ha bisogno di linguaggio, regole, consapevolezza.
Una collaborazione che continua
Questo articolo è parte della mia collaborazione editoriale con SimpleMedia: un progetto che stimo molto, perché mette al centro educazione, diritto al piacere e rispetto per il lavoro sessuale in tutte le sue forme.
Se vuoi leggere tutti i miei contributi, puoi farlo qui: 👉 Autrice su SimpleMedia
Buona lettura — e se ti va, condividilo con chi può averne bisogno.

