Cosa fa una coach della menopausa (e perché ho scelto di occuparmi proprio di questo)

Partiamo da una scena che forse conosci. Apri il frigorifero e, nel tempo che ci metti ad aprirlo, hai già dimenticato perché. Chiudi lo sportello. Lo riapri. Niente. Ci ridi su, ma sotto la risata prende forma un pensiero alquanto disturbante: sto perdendo colpi?

No. Molto probabilmente stai attraversando la perimenopausa, e nessuno ti aveva avvisata che sarebbe stata anche questo. In Italia riguarda circa 17 milioni di donne, il che rende sorprendente quanto poco se ne parli in modo utile.

È da qui che parte il lavoro di una coach della menopausa. Ti spiego cosa faccio, come lo faccio e — soprattutto — perché ho scelto di occuparmi proprio di questo.

Cosa fa una coach della menopausa

Una coach della menopausa ti accompagna, in modo pratico, ad attraversare questa fase invece di subirla. Non lavora sui tuoi ormoni: lavora con te. Su come vivi il cambiamento, su quali strategie puoi adottare, su come recuperare energia, lucidità e un minimo di controllo sulle tue giornate.

In concreto:

  • Ti aiuta a leggere quello che ti succede, così smetti di pensare di essere sbagliata o l’unica a cui capita.
  • Costruisce con te obiettivi misurabili: sul sonno, sull’energia, sull’umore, sul lavoro, sulle relazioni. Non si limita a farti “stare meglio”, ma a farti dormire tre notti su sette.
  • Ti dà strumenti utilizzabili da subito: gestione dello stress, mindfulness, riorganizzazione delle abitudini e delle priorità.
  • Ti sostiene nel ritrovare la tua voce, che in questa fase spesso si abbassa parecchio — al lavoro, in coppia, con i figli, con te stessa.

Cosa non fa (ed è importante dirlo)

  • Non fa diagnosi e non prescrive nulla: né terapia ormonale, né integratori, né esami. Quello è il territorio del medico di base, del ginecologo, dell’endocrinologo.
  • Non sostituisce la psicoterapia quando è necessario un lavoro clinico.
  • Non ti promette di tornare quella di vent’anni fa: ti aiuta a stare bene con quella che sei adesso, che è un obiettivo molto più interessante.

Una coach seria conosce i propri confini e ti manda dallo specialista giusto quando serve. Non è un limite del metodo: è il metodo.

Coaching e mindfulness: gli strumenti che uso

Il mio approccio unisce due strumenti che, messi insieme, rendono più che presi singolarmente.

Il coaching

È il metodo con cui trasformiamo un “non ce la faccio più” in obiettivi piccoli e raggiungibili. Non ti dico io come devi vivere: ti aiuto a trovare le tue risposte e a costruire un piano che regge nella vita vera — quella con il lavoro, i figli o i genitori anziani, le giornate storte e i buoni propositi del lunedì che muoiono il mercoledì.

Il coaching è orientato al presente e al futuro: parte da dove sei ora e lavora sulle risorse che hai già, invece di scavare in quelle che pensi di aver perso.

La mindfulness

Serve a mettere spazio tra te e la reattività di questi mesi: l’irritabilità che parte per un cassetto lasciato aperto, l’ansia che arriva senza motivo, i pensieri che si mettono in fila alle tre di notte.

Non è svuotare la mente — chiunque te lo racconti così non l’ha mai praticata. È imparare ad accorgerti dell’onda prima che ti travolga.

Coach o psicologa? Che differenza c’è

È la domanda più frequente, quindi mettiamola in chiaro.

La psicologa (o psicoterapeuta) è una professionista iscritta all’albo, con una laurea, un tirocinio e un codice deontologico alle spalle. Lavora anche sul passato, sulla sofferenza, sui disturbi: cura.

La coach parte dal presente e guarda avanti: allena a raggiungere obiettivi concreti usando meglio le risorse che già hai. La professione non è regolamentata da un albo, ed è esattamente per questo che dovresti chiedere sempre a chi hai davanti che formazione ha e dove finisce il suo campo.

Non siamo in competizione, sono due lavori diversi:

  • Se stai attraversando una depressione, un lutto, un disturbo d’ansia strutturato, la persona giusta è una psicoterapeuta. Se non sai in quale categoria rientri, parti da lì: saprà indirizzarti.
  • Se invece reggi, bene o male, le pressioni personali, familiari e professionali, ma ti senti scarica di energia, lucidità e fiducia, e vuoi rimetterti in carreggiata con un metodo, il coaching nasce per quello.

“Non mi ricordo più un cazzo”: quello che dice la ricerca

Illustrazione pop art di una donna davanti al frigorifero aperto che ha dimenticato cosa cercava, simbolo della nebbia mentale in menopausa

Vale la pena dirlo, perché toglie un peso.

La nebbia mentale — il brain fog — è uno dei sintomi più riportati in perimenopausa: tra il 44% e il 62% delle donne dichiara un calo cognitivo percepito. Ma quando le stesse donne vengono messe davanti a test cognitivi oggettivi, le differenze di prestazione rispetto alle donne in premenopausa risultano minime.

Tradotto: quello che senti è reale, quello che temi molto meno. Non stai diventando un’altra persona e non stai anticipando niente di grave. Stai attraversando una fase in cui il sonno frammentato, lo stress e le oscillazioni ormonali ti fanno percepire una mente più lenta di quanto sia.

Ed ecco la buona notizia: i sintomi cognitivi risultano associati soprattutto a sonno, ansia e umore. Cioè a fattori su cui si può lavorare senza aspettare che il caos passi da solo. È esattamente il terreno del coaching.

Perché ho scelto di occuparmi di menopausa

Perché è una fase di cui si parla poco e male.

Alle donne viene raccontata quasi solo in due modi: come un elenco di sintomi da sopportare in silenzio, oppure come un guasto clinico da riparare a colpi di rimedi più o meno efficaci. In mezzo, cioè dove vivono le donne reali: il vuoto cosmico.

Ho visto troppe donne intelligenti, capaci, con una vita piena, convincersi in pochi mesi di essere diventate “un’altra”: smemorate, stanche, irritabili, invisibili. E soprattutto convincersi che fosse colpa loro. Non lo è. È una transizione, e come tutte le transizioni si attraversa meglio con più strumenti e meno solitudine.

C’è anche un motivo che viene dal mio lavoro precedente: mi occupo da anni di sessualità e benessere femminile, e la menopausa è il punto in cui corpo, desiderio, identità e relazioni si presentano tutti insieme allo stesso appuntamento. Ignorarla è assurdo.

Ho scelto di occuparmi di menopausa perché richiede una combo di competenza e leggerezza: prendere sul serio quello che vivi, senza prenderti troppo sul serio. “Per chi apre il frigorifero e dimentica perché” non è solo una battuta: è il mio modo di dire che qui ti capisco, e che in te non c’è niente di sbagliato.

A chi serve una coach della menopausa

Serve a te se ti riconosci in almeno una di queste frasi:

  • non dormo più come prima e sono esausta
  • ho la testa annebbiata e faccio fatica a concentrarmi
  • il mio umore è imprevedibile e non mi piaccio così
  • il corpo è cambiato e non so più come starci dentro
  • mi sento un po’ persa e vorrei ritrovare la voglia di fare

Non serve toccare il fondo per chiedere supporto. Spesso il momento giusto è proprio quello in cui senti di voler tornare protagonista della tua vita, e non spettatrice.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra una coach e una psicologa?

La psicologa è iscritta all’albo, lavora anche sul passato e sui disturbi, e cura. La coach parte dal presente e ti allena verso obiettivi concreti. In caso di sofferenza clinica la figura giusta è la psicoterapeuta.

Si può fare coaching sulla menopausa online?

Sì. I percorsi si svolgono anche in videochiamata: funziona bene, elimina gli spostamenti e si incastra in una settimana già piena.

Quanto dura un percorso?

Dipende dai tuoi obiettivi. Di solito si parte da un ciclo breve di alcuni incontri e si valuta insieme come proseguire. Il primo passo è sempre una chiacchierata conoscitiva, senza impegno.

Il coaching sostituisce il medico o la terapia ormonale?

No, e non deve. Per esami, terapie e valutazioni cliniche il riferimento resta il tuo medico o ginecologo.

Devo essere già in menopausa per iniziare?

No. Anzi: la perimenopausa, che può durare diversi anni prima dell’ultima mestruazione, è spesso il momento in cui il supporto serve di più, perché è quello in cui capisci di meno quello che ti sta succedendo.

Vuoi capire se un percorso fa per te?

Prenota una prima chiamata conoscitiva gratuita: mezz’ora per raccontarmi come stai e capire insieme da dove ripartire. Puoi prenotare direttamente da qui oppure scrivermi a coachdellamenopausa@gmail.com.

Nessun impegno, nessuna vendita mascherata da consulenza. Se non sono io la persona giusta per te, te lo dico e ti indirizzo altrove.

Related articles

Succhiare clitoride: il piacere orale femminile spiegato con delicatezza

Poche cose vengono raccontate male quanto il piacere orale...

Medicina di genere: la svolta dell’ISS che cambia le cure per le donne

Per decenni un errore invisibile ha condizionato la salute...

L’effetto della pornografia sul desiderio reale: cosa sappiamo davvero

Poche cose dividono quanto la pornografia. C'è chi la...

Giochi erotici per donne: idee per risvegliare desiderio e complicità

Il gioco è forse lo strumento più sottovalutato del...

Donne con strapon: piacere, gioco e libertà dai ruoli

Parlare di donne con strapon significa parlare di gioco,...